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Clima, Iea e Spagna rilanciano l’ambizione internazionale per restare entro +1,5 °C

Secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale, nel 2023 il mondo ha vissuto il luglio e l’agosto più caldi di sempre – oltre ad aver patito «una serie devastante» di eventi meteo estremi – ed è molto probabile questo finisca per essere l’anno più caldo mai registrato.

Con queste premesse si è svolta ieri a Madrid il vertice Climate and energy summit: a grand coalition to keep 1.5 ºC within reach, ospitato dal Governo spagnolo – che attualmente detiene la presidenza del Consiglio Ue – e dall’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) per avviare una coalizione internazionale che mantenga a portata di mano l’obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro la soglia di sicurezza dei +1,5 °C rispetto all’era preindustriale.

Al vertice hanno partecipato ministri e alti funzionari provenienti da una quarantina di Paesi, Italia compresa, ai quali sono stati illustrati i capisaldi della roadmap appena aggiornata dalla Iea per raggiungere le emissioni nette zero al 2050.

«I dati della Iea mostrano che, anche se non verranno attuate nuove politiche climatiche, la domanda di tutti e tre i combustibili fossili raggiungerà il picco in questo decennio – dichiara il direttore esecutivo dell’Agenzia, Fatih Birol – Tuttavia, questo non è ancora sufficiente per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, un obiettivo che gli scienziati ritengono essenziale. Oggi (ieri, ndr) un’ampia coalizione di stakeholder ha mostrato il proprio impegno ad aumentare la nostra ambizione globale: un segno di ciò che è necessario per mantenere vivo l’obiettivo di 1,5°C durante un periodo cruciale per l’azione in vista della Cop28», in agenda a Dubai tra due mesi.

Proprio in vista della Cop28, il vertice internazionale ha proposto cinque obiettivi da perseguire in seno alla Conferenza Onu: triplicare la potenza rinnovabile installata entro il 2030; raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica sempre entro il 2030; garantire un declino ordinato per l’uso dei combustibili fossili; riconoscere che sono necessari maggiori investimenti per la transizione energetica; ridurre le emissioni di metano derivanti dalle attività fossili del 75% entro il 2030.

«Abbiamo il potere di ottenere un risultato positivo dalla Cop28, ma dobbiamo agire rapidamente – osserva Teresa Ribera, vicepresidente della Spagna e ministra della Transizione ecologica – I leader dei governi, delle organizzazioni internazionali, del settore privato e della società civile che si sono riuniti oggi (ieri, ndr) hanno mostrato dedizione nel mantenere a portata di mano gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Ora, queste conversazioni devono tradursi in impegni più coraggiosi e in una cooperazione ancora più forte. Il cambiamento climatico è un problema globale e richiede una risposta globale».

In particolare, il vertice internazionale ha evidenziato che «le azioni chiave necessarie per piegare drasticamente la curva delle emissioni in questo decennio sono ampiamente conosciute, economicamente vantaggiose e si stanno verificando a un ritmo crescente».

Occorre però sostenerle adeguatamente sul fronte politico, a partire dagli obiettivi chiave che da soli costituiscono l’80% della riduzione nelle emissioni di CO2eq necessaria al 2030: ancora una volta, si tratta di triplicare la capacità rinnovabile installata, raddoppiare il ritmo dei miglioramenti nell’efficienza energetica, aumentare l’elettrificazione e ridurre le emissioni di metano derivanti dalle attività legate ai combustibili fossili.

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