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Consiglio Ue, la direttiva Red III è legge: energie rinnovabili almeno al 42,5% al 2030

Il Consiglio Ue ha adottato oggi la nuova direttiva Red III sulle fonti rinnovabili, concludendo così un iter legislativo iniziato nel 2021 all’interno del pacchetto Fit for 55

«Si tratta di un grande risultato nel quadro del pacchetto che contribuirà a raggiungere l’obiettivo climatico dell’Ue di ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030» rispetto al 1990, come spiega la ministra spagnola per la Transizione ecologica, Teresa Ribeira.

La sarà ora pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE, per entrerà in vigore 20 giorni dopo; da quel momento gli Stati membri avranno 18 mesi di tempo per recepirla nella legislazione nazionale.

Come obiettivo generale la direttiva impone di coprire con fonti rinnovabili, entro sette anni, almeno il 42,5% del consumo energetico totale dell’Ue; un obiettivo di legge vincolante cui sono chiamati a contribuire tutti gli Stati membri, incoraggiati inoltre ad arrivare al 45%.

Si tratta dunque di raddoppiare l’attuale contributo delle rinnovabili nel mix energetico europeo (nel 2021 al 21,8% in Ue, 19% in Italia), sebbene molti Paesi del Vecchio continente siano già assai avanti (Islanda 85,8%, Norvegia 74,1%, Svezia 62,6%, Finlandia 43,1%, Lettonia 42,1%, Albania 41,4%, etc).

La direttiva prevede inoltre obiettivi specifici per i settori del trasporto, dell’industria, della climatizzazione degli edifici e delle bioenergie.

Per quanto riguarda in particolare i trasporti, la direttiva permette di scegliere tra una riduzione del 14,5% nelle emissioni di gas serra e una quota di rinnovabili nel comparto pari almeno al 29%, con alcuni sotto obiettivi minimi (5,5% di biocarburanti avanzati e 1% di combustibili rinnovabili di origine non biologica – Rfnbo, in primis idrogeno verde).

Il comparto industriale è chiamato invece ad aumentare l’impiego di energie rinnovabili dell’1,6% l’anno, e l’idrogeno impiegato dovrà essere verde per il 42% entro il 2030 e per il 60% entro il 2035.

La direttiva rafforza inoltre i criteri di sostenibilità per l’utilizzo della biomassa a fini energetici, al fine di ridurre il rischio di una produzione di bioenergia non sostenibili, mentre fissa obiettivi ambiziosi per la climatizzazione degli edifici, dai quali arriva il 40% dei consumi energetici e il 36% delle emissioni di CO2: fino al 2026 l’impiego di fonti rinnovabili per riscaldamento e raffreddamento dovrà crescere di almeno lo 0,8% annuo, per poi passare a un incremento dell’1,1% nel periodo 2026-30, raggiungendo infine almeno il 49% alla fine del decennio.

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