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Geotermia, la Toscana chiede a Enel un piano investimenti per la proroga delle concessioni

Dopo anni di incertezze si va chiarendo il futuro della geotermia toscana, grazie al decreto Energia approvato ieri dal Governo nazionale – su proposta del ministro Gilberto Pichetto – e alla conseguente presa di posizione esplicitata stamani dal presidente della Regione, Eugenio Giani.

Il decreto posticipa di un ulteriore anno (a fine 2026) la scadenza delle concessioni minerarie che sottendono l’attuale produzione geotermoelettrica, e soprattutto apre alla possibilità per l’autorità competente (ovvero la Regione Toscana) di chiedere all’attuale concessionario (Enel green power) un piano d’investimenti per una proroga delle concessioni fino a vent’anni.

Nel corso della conferenza stampa odierna il presidente Giani, accompagnato dal direttore Paolo Tedeschi (mentre l’assessora all’Ambiente, Monia Monni, era impegnata alla prefettura di Pistoia per seguire l’emergenza alluvione), ha accolto con favore questo nuovo scenario.

«La Toscana raccoglie la sfida, decisiva per il futuro della geotermia e in generale delle energie rinnovabili», dichiara Giani, ricordando che se la Toscana riesce già oggi a produrre il 51% dell’elettricità da fonti rinnovabili è perché i tre quarti di questa produzione arrivano dal calore della terra.

Una fonte rinnovabile che la Toscana ha saputo impiegare a fini industriali per prima al mondo, oltre due secoli fa, e con la quale produce energia rinnovabili dal 1904, quando Ginori Conti accese le prime cinque lampadine.

«L’attuale concessionario Enel green power lavora praticamente in continuità da allora – sottolinea Giani (nella foto con Tedeschi) – È protagonista di un percorso di innovazione che, a partire dalla Toscana, ha permesso di esportare in tutto il mondo le tecnologie geotermiche. La tecnologia sviluppata da Egp la rende idonea alla gestione della geotermia nel modo migliore nei prossimi anni, fino a venti. Nel corso del tempo comunque altri soggetti industriali si sono affacciati al mondo della geotermia, ci sarà dunque una trattativa molto importante».

Il decreto Energia prevede infatti che la Regione possa chiedere a Egp un piano d’investimenti, da presentare entro il 30 giugno 2024; se verrà valutato positivamente ci sarà la proroga, altrimenti dovrà essere bandita una gara.

«L’art. 3 del decreto rende la Regione il soggetto protagonista per le concessioni, ovviamente con la supervisione del ministero dell’Ambiente – argomenta Giani – Chiederò a Enel un piano investimenti entro il 30 giugno e auspico una trattativa diretta, se non andrà a buon fine bandiremo la gara».

Già nel marzo 2022 Enel aveva formulato una prima proposta, apprezzata dai sindacati di categoria, per investimenti pari a 3 miliardi di euro a fronte di una proroga delle concessioni per 15 anni.

Il decreto Energia stavolta articola in cinque punti le caratteristiche che dovrà avere il piano d’investimenti: manutenzione e miglioramento delle centrali esistenti, con ulteriore riduzione delle emissioni; interventi minerari per recuperare il declino naturale del campo geotermico; interventi per la sostenibilità e il ripristino ambientali dei territori interessati; realizzazione di nuove centrali, potenziamento di quelle esistenti; innalzamento dei livelli occupazionali.

Target cui Giani ne ha affiancato subito altri, come interventi per migliorare la viabilità locale e promuovere iniziative culturali nelle aree geotermiche.

In questo contesto il sindaco del Comune geotermico di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini, è intervenuto per «ringraziare pubblicamente il ministro dell’Ambiente», sottolineando «la vitale importanza che il rinnovo delle concessioni aveva ed ha per tutti i comuni geotermici: si tratta di milioni di euro che ogni anno ricadono sui territori dei suddetti comuni, e per il quale io stesso mi sono battuto ed impegnato con costanza ed alacrità».

Il sindaco del Comune geotermico di Monterotondo Marittimo, nonché segretario Pd della Provincia di Grosseto – Giacomo Termine – sottolinea inoltre l’urgenza di «cogliere l’occasione della scadenza della concessione per sottoscrivere un nuovo protocollo con i Comuni, come quello del 2007, che possa dare forza e prospettive di sviluppo socio-occupazionale alle nostre piccole comunità».

«A questo punto la partita passa in mano alla Regione – aggiunge nel merito il sindaco di Santa Fiora e delegato Anci Toscana di settore, Federico Balocchi –  Chiediamo al presidente Giani, che ha sempre manifestato attenzione verso i Comuni, anche i più piccoli, che i sindaci siano direttamente coinvolti nella definizione delle strategie di sviluppo locale per la valutazione dei piani di investimento. Noi siamo a completa disposizione, facendoci interpreti delle necessità del territorio, in sinergia con le categorie economiche, sindacali e sociali, per definire le priorità da sottoporre. Partendo dalla più importante: la creazione di opportunità di lavoro per i giovani, perchè le aree geotermiche non siano più aree di crisi. Vogliamo dimostrare che la geotermia può essere volano di sviluppo sostenibile ed i paesi geotermici luoghi dove vivere bene, cogliendo questa storica occasione per innalzare ulteriormente gli standard ambientali».

Un approccio che anche il presidente Giani sembra condividere appieno, garantendo un «coinvolgimento pieno e costante» dei Comuni geotermici nella fase di trattativa che si sta aprendo.

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