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Greenpeace: nel 2023 la Cina ha già approvato più nuovo carbone che in tutto il 2021

Greenpeace East Asia ha rivelato che, secondo i documenti ufficiali di approvazione che citano spesso preoccupazioni per la sicurezza energetica, «Nei primi tre mesi del 2023, i governi provinciali cinesi hanno approvato almeno 20,45 gigawatt (GW) di nuovo carbone». Gli ambientalisti denunciano che «Questo raddoppiato investimento nel carbone va a scapito dei miglioramenti disperatamente necessari alla rete elettrica cinese e alla capacità di stoccaggio dell’energia, che renderebbero più facile per la capacità esistente soddisfare periodi di elevata domanda di energia».

Xie Wenwen, campaigner clima ed energia di Greenpeace East Asia, conferma che «Il boom del carbone del 2022 è chiaramente continuato anche quest’anno. L’estate è dietro l’angolo e in tutta la Cina c’è un lungo elenco di riparazioni alle infrastrutture energetiche necessarie. Ma lanciare altro carbone contro il muro non è uno di queste. La rete elettrica cinese non manca di capacità di generazione. La rete manca di flessibilità e reattività adeguate. Fino a quando non li affronteremo a viso aperto, questi problemi continueranno a inibire il trasferimento e lo stoccaggio di elettricità»

Per confermare l’avvio di nuovi progetti energetici fino al 2022 e nel primo trimestre fiscale del 2023, Greenpeace East Asia ha esaminato i documenti ufficiali, comprese le approvazioni dei progetti, le revisioni e le valutazioni dell’impatto ambientale, ne è venuto fuori che «Nel 2022 sono stati approvati almeno 90,72 GW di nuova energia a carbone, con solo 8 province che hanno approvato il 77,88% di quella cifra. Il Guangdong ha approvato di gran lunga più nuovo carbone, con 10 nuovi progetti per un totale di 18,18 GW di nuova capacità di carbone. Il Jiangsu ha approvato 8 progetti per un totale di 12,12 GW di nuova capacità di carbone».

Ma in Cina nel 2022, con l’entrata in funzione di 121 GW è aumentata anche la nuova capacità eolica e solare. In Cina oggi, la maggior parte dei progetti di energia rinnovabile non richiede i processi di approvazione ufficiale che richiedono l’energia termica (ad esempio, il carbone) o l’energia nucleare. Quindi, questa cifra riflette quanta capacità eolica e solare è andata in  rete. Eppure, tra i documenti di approvazione che contenevano giustificazioni ufficiali per la nuova capacità di carbone, le giustificazioni più comuni (28) sono state: «Garantire un approvvigionamento energetico sicuro» e poi «Ssoddisfare la domanda di riscaldamento» (21), «Soddisfare la crescente domanda di energia» (21) e  «Stimolare lo sviluppo economico locale» (16).

Xie conclude: «Continuare a gettare carbone contro le inefficienze del sistema energetico cinese è un vicolo cieco. E rischia disastri climatici, oneri finanziari e ci blocca in un percorso ad alto contenuto di carbonio. Il settore energetico cinese può ancora raggiungere il picco delle emissioni entro il 2025, ma dobbiamo agire ora. E’ il 2023 ed è tutto pronto per una transizione energetica. Non possiamo ritardare le serie correzioni alla flessibilità e all’efficienza della rete di cui abbiamo bisogno per arrivarci. Le vere soluzioni per la sicurezza energetica in Cina ruotano attorno alla fornitura di periodi di elevata domanda di energia attraverso soluzioni dal lato della domanda, comprese politiche che consentono il trasferimento di energia da regione a regione o miglioramenti infrastrutturali per la capacità di stoccaggio dell’energia, la connettività inter-grid, le piattaforme di gestione e le misure user-side load control».

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