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Livorno, svolta per la Darsena Europa: dal Governo ok alla Valutazione d’impatto ambientale

La Commissione nazionale Via Vas ha dato l’ok (con prescrizioni) alla Valutazione d’impatto ambientale per la Darsena Europa, un’infrastruttura destinata a trasformare profondamente il porto di Livorno.

Manca ancora la pubblicazione dell’apposito decreto e l’invio alle strutture competenti del Ministero delle Infrastrutture, cui competono le ultime valutazioni, ma si tratta di un punto di svolta per la realizzazione di un’opera di cui si discute almeno dal 2015.

«Non conosciamo il quadro prescrittivo, siamo in attesa di riceverlo – conferma il commissario dell’opera e presidente dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri – Va detto però che con l’approvazione dei giorni scorsi il progetto giunge comunque ad un importante giro di boa, e punta così in un’unica direzione: l’avvio della fase realizzativa di un’opera attesa da decenni da tutti gli operatori economici che gravitano intorno porto».

Il via libera del ministero è arrivato a valle di 293 osservazioni, pervenute da una molteplicità di soggetti che spaziano dall’Arpat, al Parco di San Rossore a Legambiente. In ballo c’è infatti un progetto da almeno 860 mln di euro di cui circa metà a carico della mano pubblica (si ipotizza un aumento potenziale del 40% dei costi di realizzazione delle opere marittime, a causa del caro materiali), che concretizzerà un ampliamento a mare dello scalo labronico.

Con la nuova infrastruttura, Livorno si pone infatti l’obiettivo di raddoppiare il traffico dei container, passando dagli attuali 800mila ai futuri 1,6 milioni di Teu, adattando al contempo gli spazi portuali alle sempre maggiori dimensioni delle navi; in caso contrario lo scalo sarebbe destinato a marginalizzarsi, con conseguenze deleterie per l’economia toscana (il 90% del commercio globale delle merci viaggia via nave) e ancor più per Livorno, che nasce e si sviluppa da sempre come città-porto.

«Quello della Darsena Europa è un progetto strategico che abbiamo voluto, sostenuto e difeso in ogni luogo ed in ogni modo – commentano Emiliano Fossi e Francesco Gazzetti, rispettivamente segretario e responsabile infrastrutture del Pd regionale – tanto che metà del finanziamento pubblico arriverà, come confermato dal presidente Giani, dalla Regione Toscana con oltre 200 milioni di euro, ai quali si sommano i fondi nazionali stanziati nel 2020 con un decreto dell’allora ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, a cui si aggiungono finanziamenti da parte del Cipe e dell’Autorità portuale».

I lavori di fatto sono già iniziati, tant’è che oltre un anno fa è stato siglato il contratto appalto con il raggruppamento temporaneo d’impresa  capeggiato dalla Società italiana dragaggi (Sidra), insieme a Fincantieri infrastructure opere marittime, Sales e Fincosit.

Il progetto prevede, nella prima fase, la realizzazione delle opere pubbliche: verrà costruita una diga foranea esterna di 4,6 km, composta dal nuovo molo di sopraflutto (Diga Nord) e la nuova Diga della Meloria in sottoflutto (mentre quella vecchia verrà demolita). Verranno inoltre realizzate dighe interne per 2,3 km, a delimitare le nuove vasche di colmata (100 ettari) che si andranno ad aggiungere a quelle già esistenti (da 70 ettari) e già oggetto di un progetto di consolidamento.

Complessivamente verranno dragati 15,7 milioni di metri cubi di sedimenti, che verranno escavati per portare i fondali all’ingresso del canale di accesso della Darsena a -20 metri e a -17/-16 metri negli specchi acquei (predisposti per raggiungere i -20).

Il materiale da escavo verrà riversato nelle nuove casse di colmata, che andranno a diventare, nella una seconda fase del progetto, il futuro terminal ro-ro.

Durante il completamento delle opere pubbliche saranno avviate le procedure  di assegnazione per la realizzazione e gestione del terminal container, che avrà una banchina di 1,2 km e tutte le dotazioni necessarie per ospitare le navi di ultima generazione.

«La Darsena Europa – commenta il presidente della Regione, Eugenio Giani – rappresenta un’opportunità imperdibile di sviluppo della città di Livorno, della regione e per l’intero territorio nazionale. È l’altra opera fondamentale  di questa legislatura, insieme al sottoattraversamento dell’Alta velocità di Firenze. Questo ok dalla Commissione Via Vas ci consente di mettere in spesa i  200 milioni di euro che rappresentano il più grande contributo per un’opera che la Regione abbia mai impegnato e che fa della Regione, col Ministero, la sua principale finanziatrice. Ad anno nuovo potranno riprendere i lavori».

Per quanto riguarda il contenimento degli impatti ambientali, sarà indispensabile massimizzare la produzione di energia rinnovabile all’interno e al servizio del porto, non ultimo per alimentare l’elettrificazione delle banchine portuali (cold ironing).

Oltre a essere un’infrastruttura fondamentale per l’economia livornese e toscana, il porto di Livorno ad oggi rappresenta anche un’importante fattore di pressione ambientale a partire dal profilo dell’inquinamento atmosferico, come del resto documenta la stessa Autorità portuale.

Per questo, un altro intervento fondamentale per rendere l’infrastruttura più sostenibile passa dallo sviluppo dei collegamenti ferroviari, sebbene il Governo Meloni abbia definanziato proprio gli investimenti previsti a Livorno su questo fronte per circa 300 milioni di euro.

«Adesso che si può entrare nella fase operativa per la realizzazione della Darsena Europa – concludono nel merito Fossi e Gazzetti – il ministro Salvini non dimentichi tutte quelle opere che servono per completare il sistema portuale livornese, a partire dalle connessioni ferroviarie necessarie per collegare porto e interporto per le quali ci attendiamo dal Governo nazionale un veloce ripristino dei finanziamenti che sono stati cancellati».

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