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Lo smart cable dell’Ingv per osservare la Terra dagli abissi del Mar Ionio

Lo Science Monitoring And Reliable Telecommunications (SMART) Cable, un dispositivo subacqueo innovativo installato da un team di ricercatori e tecnologi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) nel settore occidentale del Mar Ionio, al largo della Sicilia orientale, permetterà di avere informazioni in tempo reale per studiare la struttura della Terra, i disastri naturali, gli oceani e le aree marine in profondità e anche di supportare gli studi sul clima.

Il prototipo di SMART cable, la cui idea progettuale è stata concepita nell’ambito della Joint Task Force (JTF) costituita tra International Telecommunications Union (ITU), World Meteorological Organization (WMO) e Intergovernmental Oceanographic Commission (IOC) dell’UNESCO, è stato realizzato nell’ambito del progetto InSEA, coordinato dall’Ingv e finanziato dal ministero dell’università e della ricerca con il programma PON Ricerca e Innovazione – Azione II.1 Infrastrutture di Ricerca.

Alla costruzione dello SMART Cable ha provveduto la Guralp Systems, la logistica per la sua installazione è stata fornita dalla società italiana Elettra Tlc per mezzo della nave posacavi Antonio Meucci, con il supporto della società italiana di servizi marittimi Aalea per le operazioni sottomarine.

All’Ingv spiegano che lo SMART Cable «E’ un prototipo costituito da un cavo di circa 21 km comunemente usato per le telecomunicazioni, equipaggiato con 3 ripetitori tecnologicamente sofisticati e distanziati a 6 km l’uno dall’altro in grado di misurare tutte le variabili ambientali e sismologiche in real time». Lo SMART cable, ora funzionante a 2000 metri di profondità a circa 30 km al largo di Catania, fa parte di una infrastruttura per la ricerca in ambiente marino profondo, gestita congiuntamente da Ingv e Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (IFN), che comprende alcune stazioni di monitoraggio che costituiscono uno dei nodi osservativi del programma European Multidisciplinary Seafloor and water column Observatory (EMSO)..
Giuditta Marinaro, responsabile dell’unità funzionale ricerche multidisciplinari sulle interazioni Geosfera-oceano-atmosfera della Sezione Roma 2 dell’Ingv, evidenzia che «L’utilizzo di cavi di telecomunicazione sottomarini innovativi, ovvero equipaggiati con strumentazione geofisica e ambientale, rappresenta una soluzione per estendere le osservazioni ad aree marine mai raggiunte, per avere accesso in tempo reale alle osservazioni e per supportare gli studi sul clima, sugli oceani, sulla struttura della Terra e sui disastri naturali».

Angelo De Santis, già ricercatore dell’Ingv e coordinatore scientifico del progetto InSea, aggiunge: «I dati acquisiti da una futura rete di SMART Cables andrebbero a integrarsi con i dati delle reti osservative terrestri e spaziali, rendendo più fitta ed estesa la rete di osservazione globale. L’applicazione di questa nuova tecnologia al monitoraggio dell’ambiente marino profondo del bacino occidentale dello Ionio contribuirà a migliorare le conoscenze sui cambiamenti climatici, gli effetti antropici e i rischi naturali che possono interessare quell’areaz.
Massimo Chiappini, direttore del Dipartimento ambiente dell’Ingv, conclude: «L’installazione dello SMART Cable rappresenta un esperimento pilota di rilevanza internazionale cui stanno guardando molte comunità scientifiche, in particolare la JTF. Il successo di questo esperimento apre nuove possibilità di collaborazione con il settore delle Telecomunicazioni e con il settore della Blue Economy».

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