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Rifiuti, rendere pubblici i contributi ambientali per i Raee adesso è un obbligo

Così come tenere pulita casa propria ha un costo, anche raccogliere e avviare a recupero i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) non è un lavoro gratuito.

Una voce essenziale per il finanziamento di quest’operazione sono i contributi ambientali Raee – analoghi al Cac per gli imballaggi –, sostenuti dai produttori degli apparecchi; contributi che adesso devono essere resi pubblicamente noti, per legge.

L’ammontare del contributo ambientale è legato alla raccolta primaria in capo ai Comuni e ai distributori, non tanto in termini di copertura diretta dei costi di raccolta (estranea al sistema Raee), quanto rispetto alla logistica complessiva dei quantitativi di rifiuti delle apparecchiature raccolti: è evidente che, per conseguire gli ambiziosi target fissati a livello normativo, i costi
di raccolta tenderanno ad aumentare in quanto dovrà essere implementata la raccolta di Raee.

Quella che un decennio fa era solo un’opzione, adesso è dunque un obbligo normativo. A stabilirlo è il Ddl Concorrenza, entrato in vigore il 31 dicembre, modificando così il D.Lgs. 49/2014.

In dettaglio, sono stati aggiunti i commi 3-bis, 3-ter e 3-quater, che prevedono che i sistemi di gestione individuali e collettivi debbano assicurare la pubblicità, anche attraverso la diffusione all’interno del proprio sito web, delle informazioni relative ai valori dei Contributi Ambientali, differenziati per ciascuna apparecchiatura, entro 30 giorni dalla determinazione del valore degli stessi. L’obbligo di trasparenza si estende anche al caso di importi calcolati utilizzando in tutto o in parte gli avanzi di gestione provenienti dai contributi ambientali.

La modifica – proposta e fortemente voluta da Erion Weee, il principale Consorzio italiano di responsabilità estesa del produttore nel settore dei Raee – ha come obiettivo principale quello di aumentare la trasparenza nella gestione di questa tipologia di rifiuti.

«Da sempre Erion Weee pubblica su internet i propri contributi ambientali, perché crediamo nel valore della trasparenza e non facciamo ‘offerte speciali’ a nessun produttore – commenta Giorgio Arienti, direttore generale del consorzio – La modifica al D.Lgs. 49/2014 introdotta dal Ddl Concorrenza finalmente mette tutti i sistemi collettivi di gestione dei Raee sullo stesso livello, obbligando anche gli altri Consorzi ad essere trasparenti quanto lo è Erion Weee. In questo modo, nel sistema Raee si potrà sviluppare una competizione più sana, garantendo a tutti i produttori la possibilità di scegliere consapevolmente».

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