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Rifiuti, sempre più controlli nell’Ato Toscana costa: nell’ultimo anno sono stati 3.245

L’Ato costa, ovvero l’Ambito territoriale ottimale costituito dai Comuni delle province di Livorno (Val di Cornia esclusa), Lucca, Massa Carrara e Pisa, è il migliore in Toscana per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti.

Avendo raggiunto quota 70,27% nel 2022 (l’anno più recente con dati certificati da Arrr), ha permesso al territorio costiero di primeggiare sul resto della regione (dato medio 2022 65,68%). Ma non è tutto oro quel che luccica: i servizi d’igiene urbana – in carico a un gestore unico e interamente pubblico, Retiambiente – non si limitano certo alla differenziata, e in un territorio così ampio le criticità possono essere all’ordine del giorno.

Per tenerle sotto controllo, l’Ato dal 2022 ha incaricato una società super partes (l’aretina Gestione ambientale) di effettuare controlli puntuali sul territorio, per assicurarsi che il contratto di servizio con Retiambiente venga effettivamente rispettato, a tutela dell’ambiente e delle risorse pagate dai cittadini tramite la Tari.

Un rapporto proficuo che è proseguito anche nel corso del 2023, i cui risultati sono adesso sintetizzati nel report sulle attività di controllo appena approvato dall’Ato.

Come funziona? «L’autorità d’Ambito – spiega l’Ato – riceve reclami dai Comuni, da cui scaturiscono controlli e/o contestazioni al gestore. Anche gli utenti possono inviare reclami utilizzando il modulo scaricabile dal sito atotoscanacosta.it, dopo che hanno contattato il gestore e non hanno ricevuto risposta o l’hanno ricevuta in modo non soddisfacente».

Nel corso del 2023 sono stati 50 i reclami ricevuti dall’Ato (22 dagli utenti e 28 dai Comuni), con una crescita del 178% rispetto all’anno precedente.

L’incremento è marcato soprattutto per quanto riguarda i reclami degli utenti, che sono più che triplicati: si tratta di un dato positivo, in quanto i Comuni, mentre il sistema di regolazione e controllo si struttura sempre più, hanno iniziato ad informare i cittadini sulla possibilità d’inviare il modulo di reclamo all’Ato.

Al contempo, anche i controlli effettuati da Gestione ambientale sul territorio sono sempre più diffusi e puntuali. Nel report approvato dall’Ato se ne contano 3.245 nel corso del 2023, suddivisi tra i servizi di spazzamento, centri raccolta, raccolta stradale, raccolta domiciliare, altri.

Andando a vedere i risultati per ogni singola Società operativa locale di Retiambiente operante sui vari territori, i dati per il 2023 sono i seguenti: Aamps 427 controlli, 15,9% insufficienti; Ascit 411 controlli, 5,35% insufficienti; Ersu 545 controlli, 7,71% insufficienti; Esa 96 controlli, 11,46% insufficienti; Geofor 1246 controlli, 12,68% insufficienti; Rea 348 controlli, 8,05%; Sea ambiente 172 controlli, 2,33% insufficienti.

Anche in questo caso il report mostra la dinamica tra il 2022 e il 2023, pur limitandosi all’intervallo aprile-dicembre, in quanto nei primi tre mesi del 2022 i controlli di Gestione ambientale non erano ancora attivi.

In particolare, nel corso degli ultimi nove mesi del 2023 il 12% dei controlli sono risultati buoni, il 76% sufficienti mentre il 12% insufficienti; quest’ultimo dato è in crescita del 10,7% rispetto al medesimo periodo del 2022, un trend attribuito sia a un «aumento dei controlli scaturenti da segnalazioni/reclami, rispetto a quelli a campione», sia a una «maggiore “esperienza” e “severità” nello svolgimento dei controlli da parte degli operatori».

Soprattutto, controlli e segnalazioni sono risultati utili perché hanno permesso di migliorare il decoro delle città. Nel 2023 sono state riscontrate in totale 333 criticità (schede insufficienti), che sono state inviate al gestore ed ai Comuni interessati.  Il gestore, a sua volta, trasmette all’Ato la risoluzione di tali criticità, che l’Ato verifica per poi inoltrare ai Comuni interessati la relativa documentazione. Il cerchio si chiude, e le città sono più pulite.

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