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Rischio siccità, per l’Elba questa potrebbe essere l’ultima estate senza dissalatore

Mentre la crisi climatica avanza con rapidità in Toscana e il rischio siccità si fa più frequente e intenso ogni anno che passa, l’Isola d’Elba dipende ancora per una buona metà del proprio approvvigionamento idrico dalla terraferma.

L’acqua arriva tramite la condotta sottomarina che collega l’isola a Piombino, un’altra area dove i problemi di siccità non mancano.

La svolta è attesa grazie al futuro dissalatore di Mola, che al momento è in costruzione; una volta pronto, permetterà di dissalare l’acqua di mare attraverso un processo di osmosi inversa, producendo 80 litri al secondo da distribuire poi a cittadini e turisti attraverso la rete idrica dell’Isola.

«Nel 2011 fu firmato un accordo di programma tra tutti i Comuni dell’Isola», ricorda Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità idrica toscana (Ait), nel corso del terzo e per ora ultimo mini-documentario dedicato agli impianti di dissalazione presenti o in progetto in regione.

«Già nel 2011 c’era in programma di realizzare uno o più dissalatori, quello che si sta realizzando nella località di Mola è appunto il primo di quelli previsti nell’accordo. Un accordo, ripeto, firmato da tutti i Comuni, anche quelli che poi dopo hanno un po’ cambiato idea, ma che comunque sta andando avanti», rimarca Mazzei.

Quando sarà terminato grazie ai lavori portati avanti dalla partecipata pubblica Asa – il gestore locale del servizio idrico, dietro coordinamento Ait –, l’impianto di Mola sarà tra i più grandi in funzione a livello nazionale, garantendo al contempo un’elevata sostenibilità ambientale.

Il dissalatore produrrà annualmente «circa 2,5 mln di metri cubi, che sono più di due terzi dell’acqua che oggi deriva dalla terraferma – dettaglia Mazzei – In questo modo avremo la possibilità di mettere a riposo la condotta sottomarina e le falde acquifere della Val di Cornia, che sono falde molto stressate dal punto di vista quantitativo, tant’è vero che c’è una forte intrusione del cuneo salino. Potremo quindi dare un beneficio ambientale alla Val di Cornia e un beneficio economico all’Isola d’Elba, garantendo una approvvigionamento sicuro e continuo sulla principale isola dell’arcipelago toscano».

Un orizzonte che si fa sempre più  vicino: «Probabilmente dall’estate del 2025 avremo la possibilità di fornire l’acqua ai numerosi turisti che affollano l’Isola d’Elba con il dissalatore di Mola», conclude Mazzei. E anche a livello locale la sostenibilità ambientale del dissalatore sarà garantita, a partire dall’ecosistema marino.

«Emungeremo le acque a 800 metri di distanza (dalla costa, ndr) a 23 metri di profondità, e restituiremo le acque leggermente più saline, per quanto il bilancio del sale sia assolutamente neutro: una manciata di sale si prende una manciata di sale si rilascia – argomenta nel merito Marco Brilli, dirigente Asa – Lo ricederemo a 1700 metri di distanza e 42 metri di profondità, dove non vi è presenza di posidonia. Grazie alla miscelazione di quest’acque di restituzione con le acque depurate del depuratore limitrofo, avremo un doppio vantaggio. Da una parte le acque coi sali disinfetteranno le acque reflue, dall’altra le acque reflue si misceleranno con le acque maggiormente salate, per consentire una miscelazione molto più veloce ed efficace».

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