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Sarà Livorno il primo porto italiano a sperimentare la navigazione autonoma, grazie al 5G

Entro l’estate quello di Livorno sarà il primo porto nazionale – e uno dei primatisti a livello europeo – a sperimentare la navigazione autonoma, grazie al progetto Ue 5Gmass illustrato oggi dall’Autorità di sistema portuale (Adsp) nel corso di un workshop.

Finanziato dall’Agenzia spaziale europea (Esa) e realizzato da un consorzio formato da Tim, Cnit, Flysight, Cetena e Grimaldi, il progetto atterra a Livorno per testare i progressi raggiunti nell’automazione dei processi logistici e delle connessioni tra la nave e il porto.

La scelta dello scalo labronico non è casuale: la tecnologia di connettività mobile 5G sono qui attive in via sperimentale da anni, e hanno già dimostrato di poter migliorare la performance ambientale del porto. In primis col progetto sperimentale “5G port of the future”, premiato in Germania nel 2020, che è stato in grado di ridurre le emissioni di CO2 dell’8,2% annuo (equivalenti a 148 ton di anidride carbonica) migliorando lo scambio di informazioni in tempo reale all’interno del terminal portuale, e portando così alla riduzione dei movimenti non necessari durante la movimentazione delle merci.

Sbarcata a Livorno nel 2018 con poche celle, la tecnologia 5G oggi ha raggiunto un grado di maturità tale da permettere un passo in avanti, verso la navigazione autonoma.

Il prossimo step, dunque, sarà quello di usare la connettività digitale avanzata per comunicare con una nave e, nel caso di specie, con una moderna nave Ro-Ro, della flotta Eco di Grimaldi, che sarà equipaggiata da sensoristica aggiuntiva ed integrata alla rete 5G del porto.

«La navigazione autonoma aumenta gli standard di sicurezza delle manovre di accosto di una nave,  favorendo anche l’accorciamento dei tempi di ingresso e uscita dal porto – spiega Cosimo Cervicato per Grimaldi – Se fossimo in grado di ridurli di 15 minuti, potremmo arrivare a ridurre la velocità di navigazione, con un abbattimento importante delle emissioni di CO2».

Durante le sperimentazioni, la nave eco della Grimaldi riceverà direttamente dalla Stazione di controllo remoto – già installata nella sede del Cnit di Livorno presso la Dogana d’Acqua – informazioni strategiche di vario genere, come l’accesso al dataset delle condizioni meteo e dati valutativi sulla fattibilità di ingresso in porto.

Allo scopo sarà Tim ad installare nello scalo portuale livornese la nuova rete 5G privata, in grado di viaggiare a una velocità di connessione di 10 Gigabit al secondo: «È come se il porto avesse un cannone in grado di sparare la fibra ottica direttamente in mare. In questo modo acquisiamo la capacità di dialogare con le navi, secondo un livello di integrazione tanto più ampio quanto maggiore sarà il grado di autonomia raggiunto a bordo dell’unità navale», osserva il direttore del laboratorio Cnit presso il porto di Livorno, Paolo Pagano.

«Tutto questo sembra fantascienza ma la navigazione autonoma è già una realtà. I benefici sono tanti ma tante sono anche le sfide – conclude il segretario generale dell’Adsp, Matteo Paroli Le questioni sottese alle navi autonome sono molteplici ed attengono, ad esempio, ai profili di responsabilità, al ricorso ai servizi tecnico nautici, al soccorso. E pongono problemi nuovi in punto di equipaggio e di comandante. Dovremo rivedere la normativa nazionale e internazionale in materia di diritto del mare per adeguarci alle trasformazioni in atto. La tecnologia corre e il mondo del diritto deve riuscire a correre con la stessa velocità».

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