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Trentino, la Giunta provinciale ha approvato un ddl per abbattere fino a 8 orsi l’anno

Dopo sette orsi morti in Trentino l’anno scorso in circostanze ancora da chiarire (per tre casi è stata avanzata l’ipotesi avvelenamento), la Giunta della Provincia autonoma ha approvato oggi un disegno di legge che prevede di poter abbattere fino a 8 esemplari l’anno.

Secondo l’ultima stima formulata nel Rapporto grandi carnivori (2022), la presenza di orsi in Trentino supera le 100 unità, tenendo conto anche dei cuccioli. Di questi, il presidente trentino Maurizio Fugatti sembra considerarne in eccesso 70.

Affinché possa trovare applicazione, la legge avanzata dall’assessore alle Foreste della Giunta Fugatti, Roberto Failoni, dovrà ottenere anche il via libera del Consiglio provinciale dopo il necessario passaggio nella Commissione competente.

Il ddl affida al presidente della Provincia di Trento la possibilità di disporre l’abbattimento dei singoli esemplari problematici. È stata inoltre definita una norma di prima applicazione per la quale, per il 2024 e il 2025 – in base all’analisi Ispra condotta nel 2023 – il numero di orsi potenzialmente “rimovibili” è determinato nel massimo di otto esemplari all’anno, di cui non più di due femmine adulte e non più di due maschi adulti. A partire dal 2026, le quote massime andranno ridefinite con Ispra, in base agli ulteriori dati demografici che saranno disponibili.

«Si tratta del frutto di un accordo con il Governo – dichiara  Failoni – che rappresenta un cambio di passo importante oltre che un risultato che guarda alla specificità del nostro territorio. Mettiamo così un freno all’impennata della popolazione di plantigradi, a garanzia della sicurezza delle persone, con l’effetto di migliorare anche le condizioni di lavoro degli agricoltori e di quanti lavorano nell’ambiente forestale».

Reagendo a caldo alla notizia, l’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) annuncia battaglia – dopo già essere intervenuta sul tema pochi giorni fa – qualora tale disegno ddl provinciale dovesse essere approvato dal Consiglio provinciale, denunciando come il Trentino sia «maglia nera in tutela della biodiversità. Non adotta misure di prevenzione per mettere in sicurezza escursionisti e animali e ragiona solo in termini di abbattimento, contro ogni normativa europea e contro l’articolo 9 della Costituzione, che tutela la biodiversità».

È utile ricordare come il Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali (Pacobace) preveda come extrema ratio la possibilità di abbattere singoli orsi problematici, ma dei tre problematici individuati fino all’anno scorso due sono già morti (MJ5 e M62) mentre il terzo (l’orsa JJ4) è attualmente recluso in cattività al Casteller.

Inoltre lo stesso «non prevede quote di abbattimento minime e massime per la gestione della popolazione di orso sulle Alpi», come evidenziato nei giorni scorsi dal Wwf manifestando netta contrarietà al ddl trentino.

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